Quick punta il mercato islamico alle porte di Parigi

Nessun bar in vista. Neppure tipiche brasserie con i tavolini fuori. Qui a La Courneuve, a due passi dalla «cité des Quatre Mille», ammasso di alloggi sociali e sinonimo di degrado e delinquenza, c’è solo un Quick. Il ristorante della catena di fast-food, risposta francese al McDonald’s, è l’unica possibilità di mangiare in famiglia in santa pace. O per una serata fra amici. C’è pure il drive-in, gettonatissimo: atmosfera da sobborgo americano, ma è la periferia nord di Parigi. Quel Quick da settembre diventerà «tutto halal»: proporrà solo carne e alimenti conformi alla tradizione musulmana. Un business che tira in Francia. Antidoto contro la crisi.

Quick aveva già convertito all’halal otto dei suoi punti vendita alla fine dell’anno scorso in quartieri con una forte concentrazione di musulmani, alle porte di Parigi o altrove. In sordina, per non scatenare polemiche. Che, però, alla fine erano scoppiate. Marine Le Pen, figlia ed erede di Jean-Marie, astro nascente dell’estrema destra, aveva giudicato l’iniziativa «inammissibile», «obbliga i clienti a versare una tassa alle organizzazioni islamiche di certificazione». La carne halal, in effetti, viene macellata secondo determinati riti (dissanguata completamente), in presenza di un «sacrificatore», autorizzato dalle moschee. Quick, intanto, è andato avanti, senza comunicare, ma si sa che i suoi ristoranti halal vanno benissimo. I musulmani vengono più volentieri e gli altri si adattano. La pancetta? Sostituita dal tacchino affumicato. Per il resto l’hamburger halal ha praticamente lo stesso sapore. Da settembre altri quattordici Quick diventeranno «tout halal». Pure a La Courneuve, dove i due terzi dei 35mila abitanti sono musulmani e dove la vicenda sta diventando un caso nazionale.

Gilles Poux, sindaco comunista dal 1996, fa resistenza. «Capisco offrire la possibilità di un menu halal – osserva –, ma farne un’esclusività lo trovo ingiusto». Non ha paura di schierarsi con la Le Pen e compagnia, «non è una questione di destra o di sinistra». Poux non è il solito comunista francese anacronistico, ma un politico pragmatico, che ha saputo migliorare quella distesa di casermoni che è la cité des Quatre Mille, imposti fra gli anni Cinquanta e Sessanta, quando La Courneuve era piena di industrie. Poi chiuse una dopo l’altra, mentre il quartiere, popolato quasi esclusivamente da immigrati, diventava un pericoloso serbatoio di frustrazioni. Negli ultimi anni molti palazzi sono stati fatti saltare, sostituiti da ordinate villette a schiera. Ma la situazione sociale è quella che è: il 90% dei residenti del comune ha un reddito inferiore alla media della regione di Parigi e il 17% è disoccupato. Nel tempo, in questo contesto economico, si è verificato un ritorno all’islam, pure radicale. Per il sindaco, «un Quick halal non fa altro che confermare un comunitarismo che non corrisponde alla mia idea di Francia».

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