L’Oro sale sempre – Nuovi Massimi

Sulla bilancia elettronica finiscono una catenina, orecchini, spille, molte delle quali ancora nei loro astucci originali. E così pure diversi anelli, un fermacapelli. Tutto d’oro. «Quattrocento grammi a 19,60 euro al grammo, fanno 8mila duecento euro». Una stretta di mano, un ok tirato: per il signore di mezz’età l’affare è fatto. Per Angelo Mallardi, titolare di un negozio di compro-oro a Milano, pure. «È così tutti i giorni. In negozio si presentano operai che non arrivano alla quarta settimana – spiega – ma anche signori come quello che è appena uscito: non ha alcun problema economico, ma ha visto che le quotazioni sono ai massimi e dice che è il momento migliore per monetizzare il guadagno».
Benvenuti nell’Italia che compra e vende (e talvolta svende pure) oro. Un’Italia silenziosa ma folta, che fa i conti con la crisi economica, che ma allo stesso tempo si libera dei gioielli di famiglia per comprare l’Lcd nuovo, che ha perso il lavoro e così «l’unico modo per pagare la rata del mutuo è questo». Un paese composito, perfino contradditorio, che però in maniera univoca si libera della gioielleria nel cassetto perché sente che è il momento giusto per farlo. «Quello della vendita di oro da parte degli italiani è un fenomeno in espansione – spiega Vanni Codeluppi, professore di Sociologia dei consumi all’Università di Modena e Reggio Emilia – ed è il frutto anche di un cambiamento epocale nella percezione del bene: un tempo il metallo giallo doveva essere solo conservato e tramandato da una generazione all’altra. Oggi è diventato prevalentemente oggetto di scambio e guadagno. Ha perso la sacralità di un tempo». Una «laicizzazione» del bene rifugio per eccellenza, verrebbe da dire, che in verità attraversa tutti gli strati sociali e tutte le età. «A vendere oggi sono persone diverse per storia, età e origine – aggiunge Mallardi –: c’è l’operaio che ha perso il lavoro e non ha alternative per pagare i debiti; c’è la signora di mezz’età, lasciata dal marito, che pretende di mantenere inalterato il suo standard di vita; c’è infine chi, e sono tanti, vendono l’oro di famiglia, magari regalato, altre volte ereditato dai genitori, per togliersi piccoli sfizi: una vacanza, un televisore nuovo».

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