Re Giorgio ecco il case History

Lavora per La Rinascente fino al 1965, anno in cui viene assunto da Nino Cerruti per ridisegnare la moda del marchio Hitman, confezione dei prodotti del Lanificio fratelli Cerruti. Il suo nome compare direttamente nell’universo della moda per la prima volta attraverso il marchio di abbigliamento in pelle Sicons. Nel 1974 nasce infatti la linea Armani by Sicons, che lo convince definitivamente alla creazione di un marchio personale. La sua prima collezione risale al 1975, anno in cui fonda l’azienda omonima.

Nel luglio 2000 Armani ed il Gruppo Zegna siglano un accordo per produrre e distribuire le linee Armani Collezioni in joint venture. Analogamente nel 2002 Armani firma un accordo con la ditta Safilo per la produzione di una esclusiva linea di occhiali, chiamata Emporio Armani occhiali.

Nel 2000 il Guggenheim Museum di New York gli tributa una retrospettiva.

Oltre alla linea profumi (tra i quali, ad esempio, Acqua di Gio o Black Code) di enorme successo commerciale, fra i suoi marchi più famosi vi sono Emporio Armani e Armani Jeans. Nella seconda metà del 2006 Emporio Armani lancia Remix il nuovo profumo uomo/donna ispirato all’ultimo album di Madonna e al mondo delle discoteche.

Nel 2006 è uscita la prima biografia dedicata allo stilista, Essere Armani, scritta da Renata Molho e pubblicata in Italia da Baldini Castoldi Dalai, e nelle traduzioni in inglese (Baldini Castoldi Dalai Corp.), giapponese (Nikkei Publishing Inc.), coreano (Book@Books), russo (Azbooka), ebraico (Kinneret Zmora) portoghese (Arte Plural Edições) ed estone (Esti Ekspress). Attualmente si contano 57 boutique Giorgio Armani, 12 Armani Collezioni, 115 Emporio Armani, 66 A/X Armani Exchange, 10 Armani Jeans, 5 Armani Junior, 1 Giorgio Armani Accessori e 12 Armani Casa in 35 nazioni[1]. La sua ricchezza è valutata dalla rivista Forbes in circa 4,5 miliardi di dollari, cosa che lo rende il secondo stilista più ricco del mondo (dopo Ralph Lauren), il quarto uomo più ricco di Italia[2] e il 177º uomo più ricco del mondo. Nel 2005 ha dichiarato come reddito imponibile, 45 milioni di euro[3].

Nel 2009 è diventato “ambassador” del movimento Internet for Peace fondato dalla rivista mensile Wired Italia con lo scopo di candidare Internet al Premio Nobel per la pace nel 2010.

Nell’intervista rilasciata a Playboy Italia n. 16 (giugno 2010), Giorgio Armani ha dichiarato, a proposito del dilemma tra “essere” e “apparire” che caratterizza la società attuale:

  « (Nella società dell’apparire occorre apparire, ma l’essere oggi rappresenta ancora un valore?) Fondamentalmente ritengo che l’apparire abbia breve durata, ma l’essere sia per la vita. »

La società nasce il 24 luglio 1975, quando Giorgio Armani e Sergio Galeotti, con un capitale di circa 2.500.000 £, fondano a milano una casa di moda, con sede nell’atelier di Corso Venezia a Milano; Pochi mesi dopo esce la prima collezione prêt-à-porter (Primavera/Estate 1976), che sfila al “Plaza Hotel” di Milano. Questo eccezionale avvio, con una notorietà già a livello europeo, nel 1978 subisce un ulteriore spinta con il contratto di licenza con il Gruppo Finanziario Tessile: grazie a questa contratto il gruppo si espande e apre una nuova sede, con tanto di sala stampa e diversi showroom. L’anno successivo l’azienda si espande oltreoceano, dove lo stilista fonda la “Giorgio Armani Corporation“. Alla fine degli anni settanta la maison è una delle più importanti aziende di moda del globo, posizione sottolineata dal lancio di nuove linee: Le Collezioni, Armani junior, Giorgio Armani Accessori, Giorgio Armani Underwear e Giorgio Armani Swimwear.

Con gli anni ottanta lo stilista comincia una collaborazione, tuttora attiva, con l’azienda francese L’Oreal, cui affida la produzione dei suoi profumi; nello stesso periodo nascono le linee Armani Jeans e Emporio Armani, e le prime due botique, “Emporio Armani” e “Giorgio Armani”, entrambe a Milano. Nei primi anni ‘80 la società stabilisce un importante accordo di licenza con per i profumi e lancia le linee Emporio Armani e Armani Jeans. Nello stesso periodo l’azienda apre il primo negozio Emporio Armani (Milano), seguito dall’apertura della prima boutique Giorgio Armani (Milano). La seconda metà del decennio porta all’azienda nuove collaborazioni ed espansioni, secondo la filosofia di gestione di rafforzamento e qualificazione perseguita dalla società: nel 1987, grazie ad una joint venture con le aziende Itochu Corporation e Seibu Department Store, nasce la divisione nipponicaGiorgio Armani Japan“. L’anno successivo la società stabilisce un accordo con la Luxottica per la produzione degli occhiali. Inoltre Al fine di aumentare il controllo su qualità e distribuzione dei prodotti, la Giorgio Armani S.p.A. persegue una serie di investimenti azionari che attualmente comprendono la società Intai (100%) e Antinea (100%), e Simint (100%) la cui totalità azionaria è stata acquisita nel 2001

Verso la fine degli anni novanta l’azienda si informatizza, creando nel 1999 armaniexchange.com, il sito e-commerce della casa. Lo stesso anno vede la nascita della Divisione Accessori Armani. Nel 2000 avviene la piena informatizzazione dell’azienda, che lancia il sito internazionale Armani.com (oggi diventato giorgioarmani.com a causa di un contenzioso con una azienda minore detentrice del dominio[1]), in collaborazione con il Gruppo Zegna, detentore del 49% delle azioni del sito per la produzione e distribuzione del business uomo delle linee Armani Collezioni nel mondo; nascono inoltre le linee Giorgio Armani Cosmetics e Armani Casa, e il negozio nel quadrilatero della moda, in via Manzoni 31, una grandiosa botique su tre piani. L’anno successivo viene apero il primo negozio “Giorgio Armani Accessori”, e la sede centrale viene trasferita da via Borgonuovo 21 a via Bergognone 59: la nuova sede, progettata all’architetto giapponese di fama mondiale Tadao Ando, collocata nella ex-fabbrica dismessa della Nestlé, comprende, oltre agli uffici anche il nuovo teatro Armani. Il 2002. sotto il punto di vista degli investimenti, porta l’acquisizione della Deanna S.p.A., fabbrica di maglieria di alta qualità, e della Guardi, azienda che controlla quattro fabbriche specializzate nella produzione di calzature; nello stesso anno viene creata la linea Armani Gioielli. Nel 2004 ulteriori accordi: quella con la EMAAR Properties che assicura all’azienda l’apertura di 14 hotel di lusso nel mondo, e la concessione della lincenza di produzione e distribuzione di calze e collant alla Wolford.Dal 6 giugno 2008 la Giorgio Armani S.p.A. ha assunto la proprietà dell’80% delle quote societarie della Pallacanestro Olimpia Milano, sponsorizzata dal gruppo con il marchio Armani Jeans dal 2004 a tutt’oggi.

Un pensiero su “Re Giorgio ecco il case History

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...