Il re della Marijuana entra nel Nasdaq

Mi chiamavano king of pot, il re dell’erba, ero il più grande contrabbandiere di marijuana colombiana e thailandese degli anni 70». Nonostante i nove anni passati in prigione per contrabbando e spaccio, è con un pizzico di orgoglio che l’imprenditore Bruce Perlowin parla del suo movimentato passato alternativo davanti al suo stand alla “Fiera dell’erba” di Los Angeles. Per l’occasione lo scintillante Convention Center che ospita le più importanti esposizioni commerciali in California si trasforma in un bazaar per coltivatori, consumatori, distributori e rivenditori di marijuana medicinale.

Quest’anno l’aria che si respira a Hempcon (abbreviazione di Hemp conference, conferenza della canapa) è più effervescente che mai: se il 2 novembre passerà il referendum per la legalizzazione della marijuana per uso personale in California (quella medica è legale dal 1996), questo stato di 38 milioni di abitanti diventerà l’Olanda d’America, l’unico stato d’Oltreoceano dove il possesso, il consumo e la coltivazione di marijuana in piccole quantità sarà legale per chi ha più di 21 anni.

Gli occhi azzurri di Bruce Perlowin, ormai a un soffio dai 60 anni, brillano al pensiero di quanti soldi potrà guadagnare la sua Medical Marijuana Inc, la prima società produttrice di “erba” quotata in Borsa (al Nasdaq) con il simbolo MJNA. «Oggi la mia azienda fattura 13mila dollari all’anno, non genera profitti, ma ha un valore di mercato di 29 milioni di dollari, e sa perché? Perché nel momento in cui la marijuana diventa legale, e i sondaggi paiono confermarlo, il mio business esploderà» dice Perlowin.

Il suo business è duplice: offre servizi allo stato della California sul controllo della qualità della merce (dopo tutto può vantarsi di essere uno dei maggiori esperti d’America) e funge da distributore per i piccoli coltivatori che vendono agli spacci di marijuana per usi medici. Perlowin è un imprenditore nato, era già famoso quando spacciava erba al liceo, e all’epoca – i primi anni 70 – l’uso della marijuana era così diffuso da essere considerato normale: forse non in Texas e in Arkansas, ma in California indubbiamente sì. «A quei tempi, quando importavo 250 tonnellate di erba all’anno, eravamo convinti che la marijuana sarebbe diventata legale in America nel giro di cinque anni al massimo» racconta. Invece il clima è cambiato, sono arrivati Ronald Reagan, gli yuppies, la destra religiosa. L’idea della marijuana libera è stata seppellita e il riflusso ha costretto tanti figli degli anni 60 a rinnegare il passato, come Bill Clinton quando ammise di avere provato la marijuana ma giurò di non avere aspirato.

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