Fiat: Spin off approvato

L’assemblea degli azionisti della Fiat ha approvato, a larga maggioranza, lo spin-off che dà vita a due gruppi, Fiat e Fiat Industrial. In precedenza John Elkann, presidente dell’azienda torinese, aveva ricordato l’importanza dell’operazione di scissione, che rappresenta un momento storico, con la nascita di due Fiat “forti, ambiziose, con persone pronte a realizzare gli obiettivi”.

Fiat, azionisti approvano spin-off

Marchionne: “Salire al 35% di Chrysler a fine 2011”
L’obiettivo del gruppo Fiat con lo spin-off – ha dichiarato l’a.d. Sergio Marchionne – è quello di raggiungere una quota del 35% in Chrysler entro la fine del 2011. “Un primo aumento della quota al 25% è legato al lancio della 500 – ha detto – ma l’obiettivo è di salire al 35% entro fine 2011. Poi le tappe successive sono legate alla riduzione e all’azzeramento del debito verso il governo americano e quello canadese”.

Porteremo avanti Fabbrica Italia”
Marchionne ha poi voluto rassicurare quanti esprimono preoccupazioni per il versante occupazionale nazionale dell’azienda. “Continuiamo a credere nella possibilità di portare avanti Fabbrica Italia. Stiamo lavorando con le parti sociali per realizzare questo progetto” ha affermato l’ad.

“Problema Pomigliano sostanzialmente risolto”
“Il problema Pomigliano – ha proseguito Marchionne – è sostanzialmente risolto e, sulla base dell’accordo raggiunto con i sindacati che hanno appoggiato l’iniziativa, abbiamo iniziato gli investimenti. La vettura (la nuova Panda, n.d.r.) sarà prodotta entro il 2011, l’impegno sarà mantenuto”. Marchionne ha ricordato che nella fabbrica campana “non sono mai state prodotte più di 200 mila vetture e questo era l’unico modo per garantire a 5 mila persone un futuro. E’ offensivo chi non si rende conto dell’impegno Fiat'”.

“Su Pomigliano critiche offensive e gratuite”
Su Pomigliano la Fiat ha ricevuto “critiche gratuite e offensive” ha sottolineato l’a.d., rispondendo in assemblea alla domanda di un azionista. “Ogni volta che ci muoviamo per migliorare le condizioni in fabbrica – ha detto – sentiamo parlare di presenza statale. Sono discorsi al di fuori del contesto storico. Ho sentito anche qui critiche gratuite senza nessuna sostanza. Sono discorsi provinciali che si fanno solo in Italia”. Poi, “Il dialogo continua, cercheremo di portarlo avanti per il benessere di tutti i lavoratori”.

Elkann: “Orgogliosi di avere due realtà con forti ambizioni”
Anche il presidente del gruppo Fiat, John Elkann, è intervenuto. “Oggi è stata un’assemblea positiva, con interventi molto incoraggianti e questa è stata una premessa importante per quello che definirei oggi la nascita di due Fiat. Con questa assemblea nasce una Fiat legata alle automobili, che con Chrysler si è molto rafforzata e Fiat industrial, meno conosciuta ma altrettanto forte. Siamo molto orgogliosi di queste due realtà che sono forti e hanno ambizioni importanti e hanno persone che ci lavorano e ci credono” ha dichiarato. 

Epifani: gli operai di Melfi pagano un prezzo non giusto
Il leader della Cgil Gublielmo Epifani, dopo aver incontrato i tre operai dello stabilmento Fiat di Melfi licenziati e reintegrati dal giudice, ha detto di loro: “Sono persone che stanno pagando un prezzo non giusto, in un clima sociale difficile e delicato interno alle relazioni industriali”. I 3 lavoratori erano accompagnati dal segretario generale della Fiom Maurizio Landini. “Abbiamo portato la nostra solidarietà e vicinanza”, ha aggiunto Epifani. “Ci aspettiamo che la loro situazione vada a buon fine”.

Landini (Fiom): “Con spin-off Italia rischia di perdere produzione”
La reazione della Fiom è stata di perplessità.  Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, ha dichiarato che il rischio è che sia la Chrysler a comprare la Fiat e non viceversa. Non vorremmo trovarci con una situazione in cui l’Italia diventi un Paese con qualche stabilimento di assemblaggio, mentre la testa, la progettazione e le produzioni piu’ importanti e innovative vengono fatte da qualche altra parte”. 

Pomigliano, cancelli chiusi fino a dicembre 
Intanto per lo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco si chiudono i cancelli che si riapriranno, probabilmente, soltanto a dicembre per un’altra tornata produttiva di una settimana, e sempre per i soli operai addetti al modello Alfa 159 (2200 circa). I lavori di adeguamento degli impianti per avviare la produzione della nuova Panda proseguono ma gli operai si mostrano preoccupati perché non hanno ancora certezze sul loro futuro occupazionale.

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