La storia di Youtube

YouTube è stato fondato nel febbraio 2005 da Chad Hurley (amministratore delegato), Steve Chen (direttore tecnico) e Jawed Karim (consigliere), che erano stati tutti dipendenti di PayPal. Il primo video caricato, il 23 aprile del 2005, è stato Me at the zoo da Jawed Karim. Il video ha una durata di 19 secondi ed è stato girato di fronte alla gabbia degli elefanti dello zoo di San Diego.

YouTube è il sito web che presenta il maggior tasso di crescita. Nel giugno 2006 l’azienda ha comunicato che quotidianamente vengono visualizzati circa 100 milioni di video, con 65.000 nuovi filmati aggiunti ogni 24 ore. L’azienda di analisi Nielsen/NetRatings valuta che il sito abbia circa 20 milioni di visitatori al mese. L’incremento di popolarità che il sito ha avuto dalla sua fondazione gli ha permesso di diventare il terzo sito più visitato nel mondo dopo Google e Facebook.

Nell’agosto 2006 Sony acquista per 65 milioni di dollari il sito concorrente Grouper  Questo evento lascia presupporre all’epoca che il valore di YouTube sul mercato potesse essere di circa un miliardo di dollari, ma la stima si rivela sottodimensionata, perché il 10 ottobre 2006 Google compra YouTube per 1,65 miliardi di dollari pagati in azioni proprie.

A partire dal mese di aprile 2006, YouTube ha iniziato un’imponente attività di cancellazione dei video che violano il copyright. Il numero di video eliminati si aggira attorno ai centomila, e sono stati anche sospesi gli account degli utenti che più di frequente caricavano contenuti in violazione delle norme sul diritto d’autore.

Dal 19 giugno 2007 YouTube è disponibile in diverse lingue, tra cui l’italiano.

FAMA MONDIALE

In pochissimo tempo di attività nel web, YouTube è cresciuto rapidamente e ha ricevuto molta attenzione. Grazie soprattutto al passaparola online YouTube è cresciuto rapidamente, fin dalla sua creazione, e ha dato al sito il suo primo aumento di notorietà quando ospitò il popolare Saturday Night Live. Tuttavia, la linea di condotta di YouTube proibisce la pubblicazione di materiali protetti da diritto d’autore e NBC Universal, proprietaria di SNL, decise presto di intraprendere azioni contro YouTube. Nel febbraio 2006, NBC chiese la rimozione di alcuni dei suoi contenuti protetti dal diritto d’autore da YouTube, compresa Lazy Sunday e le immagini delle Olimpiadi del 2006. Il mese seguente, in un tentativo di rinforzare la sua politica contro le infrazioni al copyright, YouTube mise un limite massimo di tempo ai video, pari a 10 minuti (tranne per i contenuti spediti attraverso il suo programma nel quale si può specificare che si tratta di video amatoriali). Tuttavia, il limite massimo è 10 minuti e 58 secondi. Questa restrizione è spesso superata da chi inserisce video dividendo il video originale in segmenti più piccoli o al massimo uguali al limite.

Anche se YouTube aveva fatto la sua parte per venire incontro alle richieste di NBC, l’incidente diventò una notizia pubblica, rendendo YouTube più popolare che mai. Mentre il sito continuava a crescere, NBC iniziò a capire le possibilità e nel giugno del 2006 fece una mossa insolita. Il network riconsiderò il proprio operato e annunciò una alleanza strategica con YouTube. Come parte dell’alleanza, un canale ufficiale della NBC fu aperto su YouTube, ospitando filmati promozionali della serie TV The Office. YouTube, inoltre, promuoverà i video della NBC nel suo sito.

La CBS, che in precedenza aveva chiesto a YouTube di rimuovere alcuni dei suoi filmati, si fece risentire nel luglio 2006. In un documento indicativo di come stava cambiando la percezione di YouTube (e di siti simili) da parte dell’industria tradizionale dei media, Sean McManus, presidente della CBS News and Sports disse:

  « Attualmente credo che più questi video ci mettono in evidenza, meglio è per CBS news e tutto il network televisivo CBS, quindi, col senno di poi, avremmo dovuto accettare la pubblicità e tenerci strette le attenzioni che la CBS riceveva, invece di perseguire orizzonti limitati e dire: ‘Eliminiamoli!’ »
 
(Sean McManus)

Nell’agosto 2006, YouTube ha annunciato che, entro 18 mesi, si augura di offrire ogni video musicale mai creato, finché rimarranno non a pagamento. Warner Music Group ed EMI hanno confermato che sono tra le compagnie in trattative per rendere effettivo questo progetto. In settembre, Warner Music e YouTube hanno siglato un patto, nel quale YouTube sarà abilitata ad ospitare ogni video musicale prodotto dalla Warner, mentre condividerà una parte dei ricavi pubblicitari. Inoltre, i video creati dagli utenti di YouTube saranno autorizzati ad usare canzoni della Warner nelle loro colonne sonore.

Il 9 ottobre, la CBS, insieme alla Universal Music Group e alla Sony BMG Music Entertainment hanno pattuito di fornire contenuti su YouTube.

Il 29 gennaio 2007, il cofondatore di YouTube, Chad Hurley, ha annunciato che il sito pagherà gli utenti più importanti, essi potranno anche diventare proprietari dei diritti d’autore e guadagnare una parte dei ricavi pubblicitari. Ad ogni modo, al Forum Economico Mondiale, Mr. Hurley non ha dichiarato la somma concreta che YouTube pagherà ai propri contribuenti.

VIOLAZIONE DI COPYRIGHT

La politica di YouTube non permette a nessuno di caricare contenuti protetti dalle leggi di Copyright degli Stati Uniti, e la società frequentemente ha rimosso contenuti illegali. Ciononostante, un largo numero di questi continua ad essere caricato (ad es. spettacoli televisivi, pubblicità, video musicali, concerti musicali, o clip da show televisivi o film). Generalmente, a meno che il titolare del diritto di autore non riferisca la presenza di materiale non autorizzato, YouTube può scoprire questi video solo tramite le indicazioni della comunità del sito attraverso la sua politica. Il metodo principale, col quale YouTube identifica il contenuto di un video è attraverso i termini di ricerca che gli utenti associano alla clip. Per aggirare il controllo da parte del sito, alcuni utenti utilizzano termini alternativi quando caricano certi tipi di file (simile agli errori nei nomi delle band musicali sui programmi di filesharing di MP3). Per un breve periodo, i membri possono denunciare anche un altro tipo di file non autorizzati. Il sito offre un servizio di segnalazione (flagging), inteso come un sistema per evidenziare alcuni contenuti discutibili, includendo anche quelli che possono costituire violazioni di copyright. Ad ogni modo, detto servizio può essere suscettibile di abuso; per un periodo, alcuni utenti hanno segnalato i contenuti originali di altri utenti, puramente per cattiveria. YouTube ha così proceduto a rimuovere la violazione di copyright tra la lista di reati segnalati dagli utenti.

Hollywood rimane divisa su YouTube, così come “‘i ragazzi commerciali amano YouTube e i ragazzi legali lo odiano.'” Ulteriormente,

  « While lawyers are demanding filtering technology, many Hollywood execs actually enjoy the fact that YouTube only takes down clips when they request it. “If I found part of a successful show up on YouTube today, I’d probably pull it down immediately …. If I had a show that wasn’t doing so well in the ratings and could use the promotion, I wouldn’t be in a rush to do that.” »
   

I proprietari del contenuto non solo mirano all’utilizzo di YouTube per infrangere il copyright, ma mirano anche, tramite collegamenti a siti esterni, ad infrangere i contenuti di YouTube e di altri siti di condivisione video. Per esempio QuickSilverScreen vs. Fox,Daily Episodes vs. Fox e Columbia vs. Slashfilm. L’obbligo dei collegamenti rimane una questione discussa con casi pro e contro. La legge negli U.S. è attualmente incline a ritenere responsabili dei contenuti illegali i proprietari del sito, tuttavia essi sono spesso protetti dalla legge DMCA a condizione che cancellino i contenuti illeciti dopo la pubblicazione di una notifica di eliminazione. Comunque, una recente sentenza giudiziaria negli Stati Uniti ha considerato Google non responsabile per collegamenti che infrangono il diritto d’autore.

CRITICHE

Tra le critiche mosse a YouTube:

  • Qualità dei video: come Google Video e altri siti che distribuiscono video in streaming, esistono varie critiche riguardo la qualità dei video trasmessi. Il problema principale è dato dal fatto che, in certi video, la sincronizzazione audio/video non è sempre corretta. Tuttavia nel 2009 YouTube ha predisposto ogni video caricato in HD alla visualizzazione e alla decodifica standard H.264.
  • File illegali: per arginare il fenomeno di video illegali, la distribuzione dei video avviene tramite il formato di Adobe Flash. Questo dovrebbe prevenire che l’utente possa eseguire facilmente delle copie digitali dei video anche se basta scaricare i video per ottenerne una copia in bassa qualità nel formato flv o in mp4.
  • Censura e copyright: YouTube si riserva di censurare contenuti “scomodi” anche senza che ve ne sia richiesta.
  • Sospensioni account: molte critiche sono state sollevate dall’atteggiamento di YouTube verso gli utenti che si vedono sospendere a tempo indeterminato l’account per violazioni non indicate del copyright senza preavviso. È da molti considerato un metodo subdolo in quanto non si limita a cancellare o bloccare la visione del materiale in questione ma blocca tutto il materiale caricato dall’utente, il suo account, i suoi preferiti e tutte le funzioni collegate all’account.
  • YouTube non si oppone alla censura del proprio portale in paesi sotto regimi totalitari e anzi ne facilita il blocco dietro richiesta degli stessi.

CENSURA

Iran

Il 3 dicembre 2006, in Iran il “Comitato per la Propagazione della Virtù e la Prevenzione dal vizio” ha affermato che “I siti ebrei come You Tube, con i loro video provocanti e peccaminosi, sono il simbolo della decadenza del perverso occidente.” Pertanto ha bloccato l’accesso a YouTube e ad altri siti nel tentativo di impedire la diffusione di musica e film stranieri ritenuti moralmente viziati.

Turchia

La Turchia ha bloccato YouTube il 6 marzo 2007 per aver pubblicato video offensivi verso i turchi e Atatürk, il fondatore della moderna Turchia, raffigurato nell’escalation di quella che molti chiamano “guerra virtuale” tra greci, armeni, kurdi e turchi su YouTube, dove persone di ogni fronte hanno inserito video con lo scopo di sminuire e rimproverare l’altro. Il video che ha causato il blocco accusava i turchi e Atatürk di essere omosessuali. Il video è stato prima menzionato sulla CNN turca ed in seguito il procuratore pubblico di Istanbul ha fatto causa a YouTube per aver offeso la cultura turca. La corte ha sospeso l’accesso al sito in attesa della rimozione del video. Il ban è stato fortemente criticato come censura della stampa dalla gente comune. I legali di YouTube hanno inviato una documentazione della rimozione del video al procuratore turco e l’accesso è stato riabilitato il 9 marzo 2007. L’accesso a YouTube è stato nuovamente bloccato da due successive sentenze relative ad altri video rispettivamente del 5 maggio 2008 e del 6 giugno 2008.

Tunisia

Youtube è stato bloccato in Tunisia dalla PTA (Pakistan Telecomunication Authority) e da decisione del governo tunisino dal novembre 2007.

Thailandia

Durante la settimana dell’8 marzo 2007, YouTube è stato bloccato in Thailandia. Molti blogger hanno ritenuto che le ragioni di tale impedimento sono state dovute al video dell’intervista del Primo Ministro Thaksin Shinawatra alla CNN. Peraltro, il governo non ha smentito o confermato le ragioni della censura. YouTube è comunque tornato accessibile dal 10 marzo.

La notte del 3 aprile, il sito è stato nuovamente bloccato in Thailandia. Il Governo ha citato un video dichiarandolo “offensivo” per il Re Bhumibol Adulyadej. Tuttavia, il Ministro dell’Informazione e della Comunicazione Tecnologica ha affermato che YouTube sarebbe tornato accessibile in pochi giorni, dopo che i siti contenenti riferimenti a tale video fossero stati rimossi. Il Ministro delle Comunicazioni Sitthichai Pookaiyaudom ha dichiarato:

  « Quando decideranno di ritirare il video, noi ritireremo il blocco. »
   

In seguito a questo incidente il blog tecnologico Mashable è stato bloccato dalla Thailandia per aver riportato il video in questione.

Brasile

YouTube è stato accusato dalla modella brasiliana e VJ di MTV Daniela Cicarelli (meglio nota come ex-fidanzata di Ronaldo) per aver mostrato sul proprio sito un video registrato da un paparazzo, nel quale lei e il suo fidanzato stavano facendo sesso su una spiaggia spagnola. L’accusa ha richiesto l’inaccessibilità di YouTube in Brasile finché ogni copia del video fosse stata rimossa. Sabato 6 gennaio 2007, un’ingiunzione legale ha ordinato l’inserimento di una serie di filtri, con lo scopo di impedire l’accesso agli utenti brasiliani.

Birmania

Nell’agosto 2007 la giunta militare birmana ha chiuso l’accesso a YouTube per fermare i filmati di denuncia dei massacri dei dimostranti, in gran parte monaci, che chiedevano una maggiore libertà.

Cina

Nel Marzo 2008 YouTube è stato bloccato in Cina per aver ospitato nella propria piattaforma e reso visibile un video dove vi erano filmate le violenze ed i disordini scoppiati in Tibet in quei giorni.

PROFITTI E COSTI

Prima di essere stata acquistata da Google, YouTube ha dichiarato che il suo modello di affari si basa sulla pubblicità. Alcuni esperti industriali hanno speculato che i costi di YouTube, in particolare la larghezza di banda richiesta, potrebbero ammontare a più di un milione di dollari al mese, pertanto hanno alimentato critiche su come la società, come tante altre in avviamento su Internet, non ha attuato un proficuo modello di affari. Le pubblicità sono state lanciate sul sito dall’inizio di marzo 2006. In aprile, YouTube ha iniziato ad usare Google AdSense, servizio terminato successivamente. Dati i suoi altissimi livelli di traffico, il flusso di dati video e il numero di pagine viste, alcuni hanno calcolato che i potenziali guadagni di YouTube potrebbero aggirarsi intorno ai milioni per mese. Si stima che nel 2009 il sito sia costato quasi 700 milioni di dollari, di questi almeno 300 dedicati al pagamento delle connessioni internet. Si stima che nel 2009 il sito abbia generato il 42% dei traffico on-line che è transitato su internet e che fatturerà circa 240 milioni di dollari, quindi una cifra insufficiente a coprire i costi del sito.

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