Opinione su Profumo – il successore?

MILANO (MF-DJ)–“La notizia e’ negativa perche’ tutto sommato la banca e’ stata guidata bene, pero’ la reazione del mercato, gia’ questa mattina, a mio avviso e’ stata esagerata”. E’ quanto ha dichiarato un trader/sales di una banca italiana contattato da Mf-Dow Jones per un commento alla notizia delle dimissioni dell’amministratore delegato Alessandro Profumo.

E’ possibile che un accordo tra l’AD di UniCredit (UCG.MI) Alessandro Profumo e i rappresentanti degli azionisti per l’uscita del manager venga raggiunto prima del consiglio di amministrazione in agenda questa sera alle 18.

“E’ possibile un accordo prima del Cda”, dice, infatti, una fonte della banca.

L’accordo eviterebbe l’emergere di inutili tensioni all’interno del consiglio e una “sgradevole conta dei voti”, favorendo una soluzione più “morbida” quantomeno nelle modalità.

Secondo una fonte vicina alla situazione il Cda dovrebbe dare un mandato di tre settimane al presidente Dieter Rampl per individuare un nuovo amministratore delegato esterno.

Per la successione “è già pronta una shortlist”, ha detto la fonte.

STRADA PER PROFUMO SEGNATA, LIBICI SOLO GOCCIA FINALE
La strada per Profumo sembrerebbe dunque segnata, per una seconda fonte vicina alla situazione. A nulla sono valsi i tentativi del ministro dell’Economia Giulio Tremonti per convincere le fondazioni a fare un passo indietro, evitando un’ardua transizione anche in un momento politico piuttosto difficile, spiega la fonte.

Le tensioni più recenti tra Profumo e gli azionisti italiani e, in particolare, il mondo politico veronese vicino alla Fondazione Cariverona, sono nate con la salita dei soci libici nel capitale della banca.

Ma già lo scorso marzo si era consumato uno scontro importante sul progetto di riorganizzazione del gruppo – la cosiddetta Banca Unica – che aveva portato Profumo a minacciare le dimissioni, poi mai formalizzate.

“Sono stati mesi di continue tensioni, anche sulla gestione della banca. La questione dei libici è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso”, osserva la fonte.

Central Bank of Libya detiene il 4,988% di UniCredit, mentre Libyan Investment Authority è salita tra luglio e agosto al 2,594%. Due quote che messe insieme sono un valido contrappeso alla presenza delle fondazioni.

L’accusa rivolta a Profumo è di aver facilitato in qualche modo l’ingresso dei libici. Il manager tuttavia ha respinto le accuse sottolineando di non aver chiamato lui i libici, che hanno deciso in totale autonomia.

Rappresentanti della Lega Nord – in particolare il sindaco di Verona Flavio Tosi e il presidente della Regione Veneto Luca Zaia – a più riprese hano stigmatizzato l’avanzata dei libici, temendo una vera e propria scalata.

Ma anche Rampl ha lamentato sul tema la mancanza di informativa, ottenendo mandato dal comitato governance di fare i necessari approfondimenti sui soci libici e sulle possibili ricadute sulla governance della banca.

GIRANDOLA NOMI PER SUCCESSIONE, PER ORA NESSUNA CONFERMA
Per la successione stampa e mercato hanno già prodotto la solita girandola di nomi, nessuno dei quali però al momento trova conferme.

Matteo Arpe, Giampiero Auletta, Claudio Costamagna, Enrico Cucchiani, Fabio Gallia, Mario Greco, Alberto Nagel, Andrea Orcel ma anche Pietro Modiano, le ipotesi ventilate.

Arpe e Gallia potrebbero essere nomi “spendibili” nonostante sul primo possano pesare i recenti attriti con Cesare Geronzi, oggi presidente di Generali (G.MI), per la seconda fonte.

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