Arriva anche Blackberry

Milano – Ne’ BlackPad, ne’ SurfBook, ma PlayBook: è questo il nome che Research In Motion ha scelto per l’ultimo nato della famiglia BlackBerry. L’intenzione dell’azienda canadese è evidente: entrare nel mercato dei tablet esaltato lo scorso aprile da Apple con l’iPad. Lo farà ad inizio 2011 partendo dal nord America, dribblando il periodo natalizio e costringendo qualcuno a pensare ad altri regali.

A dispetto delle voci diffuse nei giorni scorsi non si prevede solo un companion, ossia un dispositivo di utilizzo complementare ad uno smartphone. RIM ha annunciato una gamma di tablet completa e caratterizzata in modo appropriato, che non dovranno essere l’alternativa povera destinata agli utenti che “vorrebbero ma non possono”: rispetto all’iPad, ad esempio, spiccano differenze innanzitutto nelle dimensioni, più contenute (display touchscreen capacitivo da 7 anziché da 9,7 pollici, peso di 400 grammi anziché circa 700), nella presenza di due fotocamere (una sul lato del display, da 3 Megapixel e una posteriore, da 5 Megapixel), di connettività USB e Bluetooth.

Il nuovo PlayBook di Research In Motion. Credit: Blackberry.com (Click per ingrandire) 

A differenza di altri device che prevedono la presenza di Android (in questo momento privilegiato da molti produttori), RIM doterà il suo tablet di un nuovo sistema operativo fatto in casa, il BlackBerry Tablet OS (figlio di QNX Neutrino e dell’acquisizione da parte di RIM, avvenuta lo scorso anno, di QNX), che girerà grazie al processore dual-core ARM Cortex A9 a 1GHz e alla Ram da 1 GB.

Una menzione particolare – oltre allo sbandierato multitasking – merita il supporto ad Adobe Flash 10.1 e Mobile Air, tecnologie che a Cupertino vedono come fumo negli occhi, ma che a Waterloo godono di molta considerazione. A testimonianza di questa stima, durante la presentazione del PlayBook avvenuta a San Francisco nella cornice del RIM DevCon 2010, a stringere la mano del CEO di RIM Mike Lazaridis è infatti salito sul palco il CEO di Adobe Systems, Shantanu Narayen. Un pubblico segnale di stretta collaborazione, diretto ad Apple. Oltre a Flash 10.1 non mancheranno Html5, Java e il supporto all’alta definizione, con la possibilità di riprodurre contenuti video a 1080p.

Il target del dispositivo – il cui prezzo, al momento, è stato stimato dagli analisti intorno ai 500 dollari – è ovviamente professional: come per l’iPad, al primo modello WiFi-only – che dovrebbe essere commercializzato tra fine 2010 e inizio 2011 – si aggiungerà in breve tempo la versione con connettività mobile. Oltre alle consuete feature che hanno reso i BlackBerry gli smartphone di riferimento nel mondo business (il loro cavallo di battaglia è l’avanzato supporto alla messaggistica, unito all’impiego di applicazioni office), il PlayBook aggiunge una multimedialità applicata all’intrattenimento, oltre agli utilizzi per audio e videocomunicazione (grazie alla doppia foto-videocamera e alla presenza dei codec audio MP3, AAC e WMA e video H.264, MPEG, DivX e WMV).

Chi dispone già di uno smartphone BlackBerry e vorrà dotarsi di un PlayBook potrà collegare in modalità sicura via Bluetooth i due dispositivi, gestendo a propria discrezione la condivisione e la sincronizzazione di dati e informazioni, che sullo schermo del tablet godranno ovviamente di una migliore visualizzazione.

Il PlayBook nelle mani di Mike Lazaridis, fondatore e CEO di RIM (Click per ingrandire) 

Il PlayBook può essere considerato “la risposta di RIM all’iPad di Apple”? Sicuramente sì, nella misura in cui un’azienda di questo calibro non possa fare a meno di entrare in un mercato battuto da altri competitor, con un prodotto sviluppato in proprio e dotato di una precisa personalità, che negli intenti dichiarati da Lazaridis deve rappresentare “una visione amplificata di ciò che si può già fare con un BlackBerry”. La risposta del produttore canadese non poteva essere declinata con Android o altri OS esterni, ne’ essere considerata un clone di altre soluzioni (l’aspetto estetico potrebbe non apparire originale, ma un tablet rettangolare con display touchscreen non offre molta libertà di espressione creativa).

La domanda da porre (a cui risponderà, come sempre, il mercato) è un’altra: gli utenti gradiranno questa amplificazione? Chi ha già un BlackBerry e lo usa con soddisfazionepotrebbe ritenere superfluo un tablet sincronizzato con le medesime informazioni, così come – per contro – alcuni utenti potrebbero essere predisposti ad apprezzare uno strumento in grado, ad esempio, di offrire funzionalità avanzate per la videoconferenza invididuale e di fungere da e-reader. Già, perché anche il PlayBook – non fosse altro che per il suo nome – consentirà di leggere e-book grazie a Kobo eReader (già disponibile per la piattaforma BlackBerry e ovviamente pronto per saltare a bordo del nuovo tablet) e a Kindle, di cui Amazon ha annunciato l’imminente lancio di una nuova applicazione per il tablet di RIM.

 www.nbtimes.it

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