Il gioco è bello fin quando dura poco: “I numeri del Tablet”

Il fenomeno sta decollando, toccherà volumi esorbitanti, ma c’è chi raffredda i tanti e facili entusiasmi. I tablet sono i prodotti hi-tech del momento, su questo non ci sono molti dubbi: gli analisti di Gartner li incensano a dispositivo irrinunciabile anche nelle aziende e ne stimano il salto triplo, in fatto di volumi di vendita, a quasi 55 milioni di unità a fine 2011.

Stando a un’altra società di ricerca specializzata, Digitimes, la domanda per le tavolette touch di nuova generazione potrebbe superare le consegne, nell’ultimo trimestre di quest’anno, dei piccoli pc portatili economici e raggiungere, già entro la fine del 2013, la fatidica soglia dei 100 milioni di pezzi. Fra tre anni, questo lo scenario completo dell’universo mobile, si venderanno circa 800 milioni di smartphone, 300 milioni di netbook e per l’appunto 100 milioni di media tablet. Per iPad e simili il primo vero banco di prova saranno le ormai prossime vacanze natalizie: saranno il gadget hi-tech più venduto? Molti addetti ai lavori sostengono di sì, se dalla partita si tolgono i telefonini intelligenti.

Un milione di iPad venduti in meno nel quarto trimestre? Non tutti sono però dell’avviso che il boom della tavolette sia destinato a continuare vita natural durante. Nella fattispecie è stata Bloomberg a evidenziare qualche crepa nel castello dorato in cui oggi vivono Apple e le sue sempre più agguerrite (almeno a livello dialettico) rivali. Dal mercato sarebbero infatti arrivati i primi segni evidenti di un rallentamento delle vendite degli iPad, di cui Apple ne ha venduti 7,5 milioni a tutto settembre e 4,2 milioni nel solo terzo trimestre, catturando il 95% della domanda globale di questo segmento. Negli ultimi tre mesi dell’anno però, stando ai numeri elaborati dagli analisti di Rodman & Renshaw, la casa di Cupertino difficilmente raggiungerà l’obiettivo di ulteriori sei milioni di pezzi stimati. Se toccherà quota cinque milioni, questa la previsione, sarà già un successo. Il discorso si allarga anche ai tablet della concorrenza e si spiega su due fronti: i consumatori ridurranno le spese in nuovi prodotti hi-tech oppure opteranno per cambiare il proprio smartphone o notebook.

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