Ferrari è vicina alla quotazione

Le banche sono al lavoro sul dossier della quotazione in Borsa della Ferrari. Secondo fonti finanziarie, le banche d’affari hanno già avviato i contatti con i grandi investitori istituzionali per verificare l’appetibilità delle azioni del cavallino rampante. Il titolo Ferrari verrebbe valutato con riferimento a un mix tra aziende del lusso (Hermès, Lvmh) e dell’auto di alta gamma come la Porsche (prima della fusione con Volkswagen). Le stesse fonti definiscono quasi certa la quotazione a Milano, mentre un eventuale dual listing a Hong Kong – evocato ieri in un articolo de «Il Mondo» – sarebbe solo un’ipotesi di alcune banche per allargare la platea dei potenziali investitori (la stessa via è stata valutata anche da Prada).

Il fatto che le banche si siano messe in movimento non implica che l’operazione Ferrari sia imminente, come del resto lo stesso Sergio Marchionne ha detto agli analisti. Come dimostrano gli stessi risultati di questi sondaggi, la casa di Maranello è un asset facilmente spendibile; un’altra delle ipotesi sul tappeto, oltre all’offerta di azioni in Borsa, è quella di un collocamento privato. Il se e il quando dipenderanno soprattutto dalle esigenze di liquidità di Fiat, anche in relazione al possibile anticipo dell’acquisto di azioni Chrysler rispetto al termine del 2013.

Sul tavolo di Sergio Marchionne resta per ora prioritario il dossier della scissione tra Fiat e Fiat Industrial. A metà dicembre è prevista la stipula dell’atto di scissione tra le due aziende, che avrà effetto dal 1° gennaio 2011; il 3 gennaio Fiat spa e Fiat Industrial saranno quotate separatamente in Borsa. Nel frattempo le otto banche che hanno sottoscritto il finanziamento da 4 miliardi per Fiat Industrial stanno completando la sindacazione della parte revolving, prevista in 1,6 miliardi di euro (ma che potrebbe salire leggermente, secondo fonti finanziarie); la domanda è stata elevata e l’operazione si potrebbe chiudere anch’essa entro metà mese.

Ieri il numero uno di Fiat ha incontratto a Bruxelles Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Ue responsabile per l’Industria, e Dieter Zetsche, presidente della Daimler e anche dell’associazioen dei costruttori Acea. I due manager hanno espresso a Tajani le preoccupazioni dell’industria automobilistica europea per il 2011, anno che si annuncia difficile per il mercato dell’auto, e hanno chiesto all’Unione Europea di non penalizzarla con normative troppo severe sulle emissioni inquinanti. Hanno inoltre espresso le preoccupazioni dell’industria per le possibili conseguenze degli accordi commerciali internazionali che l’Ue ha firmato con la Corea del Sud e sta mettendo a punto con l’India.

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