Android diventa grande

La battaglia negli smartphone non conosce soste, e non solo in seno ai diretti protagonisti di questo mercato, a partire da quella Nokia che giusto qualche giorno fa ha scritto un nuovo capitolo della battaglia legale (iniziata nell’ottobre del 2009) con Apple, accusando la società di Cupertino di altre 13 violazioni di brevetti inerenti le tecnologie touchscreen e di illuminazione dei display. Fra gli addetti ai lavori c’è grande curiosità per capire come si chiuderà il quarto trimestre dell’anno quanto a volumi di vendita globali. Android avrà rosicchiato ulteriori punti percentuali ad Apple e Research in Motion e alla stessa Nokia?

Microsoft interromperà la perdurante flessione della sua market share nei sistemi operativi mobili, oggi sotto il 5%, grazie all’avvento di Windows Phone 7? Domande a cui risponderanno presto analisti e società di ricerca varie, pronte a misurare la forza delle singole piattaforme non solo in termini quantitativi ma anche in funzione di quanto queste sono utilizzate per accedere ai servizi di Internet mobile. E proprio su questo fronte c’è da capire se la recente frenata dell’iPhone negli Usa è solo passeggera o un segno tangibile dell’ascesa inarrestabile del sistema operativo di Google.

Fra gli utenti c’è ovviamente grande attesa per le novità in rampa di lancio per l’inizio del 2011 (il Mobile World Congress di metà febbraio sarà una vetrina come sempre importante) e per quelli che hanno scelto come telefonino il Nexus One di Google un regalo di Natale “a sorpresa” è arrivato ieri l’altro via Twitter. La società ha infatti confermato ufficialmente dalla sua pagina sul social network che il suo primo smartphone androide potrà evolvere nelle prossime settimane alla versione 2.3 “Gingerbread” del software. Da Mountain View è quindi arrivato un segnale preciso, che conferma la dinamicità con la quale il colosso californiano sta portando avanti la propria strategia di espansione in campo mobile.

Da una parte fidelizza i primi adepti alla sua piattaforma, dall’altra fa un passo avanti con il nuovo Nexus S, il nuovo smartphone di lusso (display da 4,1 pollici e processore da 1 GHz) con a bordo Android 2.3 che Best Buy e T-Mobile hanno iniziato a vendere nei rispettivi negozi negli Stati Uniti. Ciò che fa specie di Google è questa sua (per alcuni eccessiva) corsa all’upgrade: molti terminali “best seller” sul mercato (come i Galaxy di Samsung) girano ancora sulla versione 2.1, l’ultima ondata di annunci sfrutta la release 2.2 e già si toccano con mano le migliore apportate (a livello di interfaccia utente, chiamate via Internet tramite protocollo Sip, comandi vocali) da Gingerbread. E il fatto che i fra possessori di googlefonini i primi a poter godere delle funzionalità del nuovo sistema operativo saranno solo quelli del Nexus One non appare certo un ostacolo alle velleità di ulteriore crescita di Android.

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