Focus RossoPomodoro e GROM cosa hanno in Comune?

Grom e Rossopomodoro hanno un comune denominatore: la “verità”

Alla base un modello di riferimento da replicare con omogeneità Focus sulla qualità delle materie prime Come trasformare un’idea artigianale in un format di ristorazione vincente? Semplice, con il marketing della verità ovvero con un’offerta che richiami la tradizione e l’esperienza culinaria in ottica di qualità ed eccellenza delle materie prime. Naturalmente da sola l’eccellenza non basta, occorre la capacità di creare un format di riferimento con un’efficace standardizzazione dei processi il tutto coadiuvato dalla logica del servizio. Queste e molte altre linee guida sono emerse dalla sessione moderata da Luigi Rubinelli, direttore di MARK UP, dedicata ai food store durante il convegno Ordine & Extra vaganze, organizzato da Popai Italia, nella quale hanno trovato spazio realtà imprenditoriali che hanno fatto del valore della produzione artigianale la loro vision. Un modello mediterraneo… Forte di una strategia competitiva che si basa sull’identità di prodotto, sulle location nonché su un sistema di controllo e gestione avanzato che garantisce processi di controllo indicizzati ed efficaci in tempo reale, Rossopomodoro si presenta come uno dei player del settore della ristorazione che meglio ha saputo affiancare alla filosofia e al patrimonio culinario partenopeo un modello organizzativo esteso a una rete di ristoranti che nel 2009 ha raggiunto le 65 unità alle quali si aggiungono altre insegne di proprietà (Rossosapore, Anema e Cozze, Fuoco, Pizza e Contorni) per un complessivo di 84 locali. Una formula di ristorazione servita che non punta solo all’Italia, ma che sta gettando le basi per uno sviluppo fuori confine facendo leva sull’origine rigorosamente campana delle materie prime in contrapposizione al fenomeno dell’italian sounding. Molti i plus di questo format, primo su tutti il brand che richiama la mediterraneità con il sole e la tradizione campana con il pomodoro San Marzano presenti entrambi nel logo dell’insegna. Non ultima, naturalmente, la company university, un centro interno di formazione per preparare e qualificare lo staff operativo nei locali, perché per Rossopomodoro motivazione e coinvolgimento devono essere sempre al servizio della clientela. … e uno senza compromessi Nasce, invece, nel mondo del gelato l’idea di Grom di industrializzare un’azienda che ha per vocazione l’ossessione per l’eccellenza sempre e senza compromessi, come recita il suo claim. Partito con la mission di fare il miglior gelato del mondo dal punto di vista organolettico e qualitativo, Grom mostra, infatti, le sue tre anime: agricola, produttiva e retail. La prima perché le materie prime utilizzate, oltre a quelle ricercate sul territorio, sono coltivate con metodo biologico nei terreni di proprietà dell’azienda situati a Castigliole d’Asti (At). Produttiva in quanto la realizzazione del gelato comporta un processo quotidiano di lavorazione che possiamo definire artigianale e che non utilizza additivi quali emulsionanti, coloranti, conservanti e aromi sia naturali sia artificiali. E infine, nell’ultima fase di gestione dell’attività, l’anima retail grazie a una rete di gelaterie di proprietà che conta 35 punti di vendita e che a giugno di quest’anno raggiungerà le 50 unità. L’idea è quella di applicare alla produzione del gelato artigianale un principio comune a molti ristoranti: l’acquisto e la produzione di materie prime di qualità. Partendo da questo presupposto, Grom usa solo frutta fresca e di stagione proveniente dai migliori consorzi italiani nonché dall’azienda agricola di proprietà Mura Mura.

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