Il Manager insostituibile

C’è manager e manager. C’è l’amministratore delegato (seppure abile e capace) fungibile e quello, al contrario, insostituibile. Il ceo che si limita a gestire l’azienda e quello che “se-abbandona-sono-guai”: il titolo crolla in Borsa e gli investitori finiscono nel panico. Il fenomeno è sotto gli occhi di tutti in questi giorni. Dopo l’annuncio dei nuovi problemi di salute per Steve Jobs, a Wall Street la sua “mela morsicata” ha perso molto terreno (ieri ha chiuso nuovamente in calo dell’1,6%). E sì che, a differenza delle due volte precedenti (la terribile diagnosi del tumore al pancreas risale al 2003), la società è preparata ad affrontare un cambio al vertice.

Ma, evidentemente, non basta. Ci sono amministratori delegati più amministratori delegati degli altri; ceo che costituiscono l’ essenza stessa dell’azienda. «In realtà si tratta di veri e propri leader e non semplicemente di manager», sottolinea Carlo Alberto Carnevale Maffé, docente di strategia aziendale alla Bocconi.

I leader dell’hi-tech americano
Nel mondo dell’ hi-tech a stelle e strisce, di questi leader se ne scovano diversi. Soprattutto, se si guarda al secolo precedente. Fino a quando è stato in sella, Bill Gates rientrava a pieno titolo nella categoria: la sua Microsoft, nel periodo di crescita più tumultuosa, avrebbe reagito male a un eventuale abbandono. «Anche se – tiene a precisare il vecchio “lupo” del venture capital italiano, Elserino Piol – era più un leader operativo, non un “visionario” alla Jobs. Gates è stato bravo a posizionare sul mercato il suo gruppo, a gestire il business; ma non era nel cuore dello sviluppo tecnologico». E anche quest’aspetto, evidentemente, ha fatto sì che il passaggio di testimone con Steve Ballmer non sia stato vissuto in maniera traumatica. Cosa che, al contrario, non potrebbe accadere se Larry Ellison decidesse di lasciare la sua Oracle.

Qualcosa di più di un semplice manager
Leader, manager difficilmente sostituibili, insomma. Nel freddo linguaggio della teoria aziendale: asset infungibili. Già, a dirsi così sembra facile: ma quali le caratteristiche per trasformare un ceo in leader? «La risposta richiede una premessa – dice Piol -. Da una parte ci sone le aziende, quali l’Ibm, dove l’organizzazione e i processi di gestione prevalgono rispetto alla volontà del singolo. Qui, il top manager ha un peso minore ed è, per così dire, più sostituibile. Dall’altra, invece, ci sono società meno strutturate nelle quali l’immagine, le strategie possono essere fortemente influenzate dal singolo. È chiaro che, in queste situazioni, il management può diventare una vera e propria stella polare».

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