Gheddafi ha il 2.1% di Finmeccanica

MILANO – Sale oltre il 2% la partecipazione della Lia, la Lybian Investment Authority, nel capitale di Finmeccanica. È quanto emerge dagli aggiornamenti delle Consob sulle partecipazioni rilevanti. L’operazione che ha visto salire il fondo sovrano libico al 2,1% risale al 17 gennaio scorso. Si rafforza così il rapporto tra la holding dell’aerospazio e difesa guidata da Pier Francesco Guarguaglini e la Libia. Nel luglio del 2009, Finmeccanica e Libya Africa Investment Portfolio, il fondo di investimento posseduto da Lia, hanno costituito una joint venture paritetica per una cooperazione strategica nei settori dell’aerospazio, trasporti ed energia. Inoltre, Finmeccanica si è aggiudicata numerosi contratti in Libia attraverso le sue controllate, come Ansaldo Sts e Selex Sistemi Integrati. Nel campo dell’elicotteristica, AgustaWestland ha messo in piedi un sistema industriale di manutenzione e assemblaggio tramite la Liatec..

GLI INTERESSI DELLA LIBIA IN ITALIA – Dalla storica presenza in Fiat, passando per il calcio, per arrivare infine a sedere, come grande azionista, nel salotto buono della finanza italiana. Sono vecchi e molteplici gli interessi libici in Italia, controbilanciati da una rilevante presenza delle big italiane nel Paese nordafricano. Dall’Eni a Finmeccanica, fino ai grandi costruttori, tra tutti Impregilo e Italcementi. La Libyan Investments Autorithy (Lia) ha portato la propria partecipazione in Unicredit al 2,594%, facendo così lievitare l’intera compagine libica oltre il 7%, visto che la Banca Centrale Libica e la Libyan Arab Foreign Bank sono insieme titolari del 4,613%. La presenza libica in Italia nel calcio è di vecchia data. La Libyan Arab Foreign Investment Company (Lafico) detiene il 7,502% della Juventus. Della quota in Fiat, invece, non si sa nulla dall’agosto 2006, quando Tripoli scese sotto il 2%. Voci di interesse libico anche per l’acquisto della As Roma. Interessi libici sono presenti anche in Retelit, la società costituita nel 2007 e che ha successivamente vinto l’asta per il Wi Max nelle regioni del Nord Italia. La quota in mano alla Lafico è attorno al 15%. TV – La Laftitrade, finanziaria del Colonnello, e la Fininvest sono presenti con quote rispettivamente del 10% e del 22% nel capitale della società di produzione e distribuzione cinematografica Quinta Communications, fondata da Tarak Ben Ammar. La “voce” più importante è relativa all’Autostrada sulla costa mediterranea della Libia. Nel settore la Lybian Development Investment Co si è associata con Impregilo nella Impregilo Lidco. Anche il lussuoso hotel Al-Ghazala, che sorgerà nel centro di Tripoli, sarà ‘made in Italy’: i lavori sono stati assegnati al gruppo Trevi. Di antica data sono poi i rapporti con l’Eni, che ha di recente annunciato l’intenzione di investire in Libia 25 miliardi di dollari. Allo stesso tempo Tripoli detiene una quota di circa l’1% del Cane a sei zampe e non ha fatto mistero di voler salire ancora.

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