Roma quasi americana

 

Il futuro della Roma è adesso e, a quanto pare, è americano. Nella notte italiana, i vertici di Unicredit hanno trattato con una cordata statunitense guidata da Thomas R. Di Benedetto, imprenditore di chiare origini italiane a capo di un gruppo già nel baseball con i Boston Red Sox. Tre le condizioni: che Unicredit resti in società con una quota importante, finanzi parte dell’investimento e partecipi alla ricapitalizzazione.

Roma all’americana, insomma, ma neppure troppo, perché a Unicredit è stato espressamente chiesto di non mollare la presa e tenere il 25% delle azioni. La questione sarà definita nei dettagli nelle prossime ore e la trattativa pare poter andare a buon fine in tempi piuttosto brevi. I contatti tra le parti, culminati ieri nell’incontro neyorkese, sono infatti cominciati da tre mesi. Il vertice, quindi, non è stato altro che il momento buono per gettare basi solide di un affare che dovrebbe poter rilanciare la Roma.

Sta di fatto che la serietà della trattativa ha avuto più di un riscontro importante. Prima il comunicato di Italpetroli – richiesto, ovviamente, dalla Consob – in cui veniva ammesso il contatto con il gruppo di Di Benedetto. Quindi le parole di Rosella Sensi, pronta a fare spazio a investitori “che faranno grande la Roma: prevedo un futuro roseo“. Il che, a sensazione, sembra voler dire che dalle parole, moltissime, dei mesi scorsi, si è finalmente passati ai fatti. Fatti che dovrebbero prima o dopo produrre anche uno stadio di proprietà.

Tutto fatto dunque? No, non ancora. Il nodo della ricapitalizzazione – utile a riportare i giallorossi nei parametri del fair play finanziario – non è ancora stato risolto come non è ancora chiaro quale dovrà essere l’entità del finanziamento di Unicredit. Non sono dettagli, questo è chiaro, ma sono punti di una forbice che si sta poco alla volta stringendo. La Roma, insomma, farà l’americana.

CHI E’ THOMAS R. DI BENEDETTO
Imprenditore di origini abruzzesi, 61 anni, sposato e padre di cinque figli, Thomas R. Di Benedetto è a capo di un’azienda che ha molteplici attività e un fatturato da centinaia di milioni di dollari all’anno. In particolare, l’uomo che vuole far grande la Roma è presidente del Boston Internatio­nal Group dal 1983. Si tratta di un gruppo che spazia dallo sport alle socie­tà immobiliari. Tra le società di cui fa parte Di Benedetto, c’è la New England Sport Ventures specia­lizzata nello e per lo sport e che ha una solidissima esperienza alle spalle. Sedici i soci e, tra loro, ad alcuni verrà chiesto di partecipare all’affare Roma. Eccoli: John W. Henry, Thomas C. Werner, Michael Egan, David Ginsberg, Michael Gordon, John A. Kaneb, Seth Klarman, Lar­ry Lucchino, Henry F. McCance, Philip H. Morse, The New York Times Company, Art Nicholas, Frank Resnek, Martin Trust, Jeffrey Vinik.

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