Microsoft chiude l’anno in crescita

Trimestrale in chiaroscuro, e non solo per un andamento fiacco sui listini di Borsa, quella annunciata ieri da Microsoft alla chiusura del secondo trimestre dell’esercizio fiscale in corso, terminato il 31 dicembre. L’ultima parte dell’anno non ha portato risultati tali da generare entusiasmo nel quartier generale di Redmond (anci, tutt’altro) ma per lo meno sono risultati essere migliori delle aspettative degli analisti.

Le cattive notizie per il colosso del software, pur considerando il leggero rosso nel confronto con i risultato, arrivano in particolare dagli utili netti, scesi nei dodici mesi dell’1% a quota 6,63 miliardi di dollari al cospetto dei 6,66 miliardi maturati nello stesso periodo dell’anno precedente. A consolare Steve Ballmer e soci c’è però il dato che riguarda l’utile per azione, che si è assestato a 0,77 dollari, in salita di tre centesimi rispetto al secondo trimestre scorso e di quasi 10 se confrontato con i 0,68 dollari precedentemente stimati dalla comunità finanziaria. Molto meglio è andata sul fronte dei ricavi, che sono aumentati del 4,9% per toccare quota 19,95 miliardi di dollari: anche in questo caso Microsoft è andata oltre le previsioni di Wall Street, che si era preparata ad un giro d’affari nell’ordine dei 19,1 miliardi.

Spulciando le varie voci del bilancio, balza subito all’occhio come ad impattare negativamente sui conti della società sia stata la divisione che da sempre è la gallina dalle uova d’oro per Microsoft, e cioè quella relativa a Windows. La divisione Windows e Windows Live ha infatti segnato il passo mostrando una flessione del 29% dei ricavi, scesi sotto la soglia dei 5,1 miliardi di dollari dai circa 7,2 miliardi dello stesso periodo dell’esercizio precedente. Occorre però fare dei distinguo.

Microsoft afferma che i ricavi generate dalle vendite di licenze e aggiornamenti ai produttori Oem sono in crescita del 2% (un dato comunque non esaltante ma in linea con i trend di crescita del segmento dei pc) comprendendo la quota di entrate differite relative a Windows 7, che continua a essere un prodotto “best seller” dall’alto delle oltre 300 milioni di copie spedite da quando è stato rilasciato sul mercato. Non ancora all’altezza delle aspettative, invece, e non è una novità, sono le prestazioni di Windows in chiave mobile, uno dei problemi aperti della multinazionale nordamericana. La piattaforma per telefonini soffre tremendamente la concorrenza (Android in primis) e recuperare terreno sarà un compito arduo, nonostante la discreta accoglienza riservata da operatori e utenti ai nuovi Windows Phone 7, di cui ne sono stati venduti circa due milioni di pezzi dal debutto dello scorso ottobre.

www.ilsole24ore.com

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