Marocco sarà il prossimo?

In Marocco l’ondata di proteste popolari che sconvolge il Maghreb e altri paesi arabi è per ora stata più contenuta rispetto ai paesi vicini. Nonostante la diffusione della povertà e la carenza di democrazia, il re Mohammed VI gode di genuina simpatia presso al maggioranza dei suoi sudditi. In più, succeduto nel 1999 al padre, il ben più autoritario Hassan II, il monarca quarantasettenne ha mantenuto fino a oggi l’immagine di un riformista. Nonostante il rispetto per il re, anche in Marocco nelle ultime settimane ci sono state proteste legate all’aumento dei prezzi, a una situazione economica difficile per molti e alle richieste di una riduzione dei poteri in mano al sovrano. A queste richieste si mescola la presenza di alcune organizzazioni islamiste spesso colpite con arresti dalle autorità. Ieri alcune decine di migliaia di persone sono scese in strada in varie città del paese. In alcuni casi ci sono stati episodi di violenza e di danneggiamento e nel centro settentrionale di Al Hoceima cinque persone sono morte nell’incendio di una banca. La situazione del paese sembra rimanere più tranquilla rispetto a quella dei vicini, ma la sensazione è quella di una modesta e graduale intensificazione delle proteste.

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