Libia, il massacro continua

Sta assumendo dimensioni spaventose il massacro in corso in Libia, dove testimoni parlano di mille morti nella furia che il regime ha scatenato contro la rivolta bombardando i manifestanti a Tripoli. Gheddafi è comparso in tv minacciando una repressione ben peggiore. Telefonata di Berlusconi al leader libico. Il premier ha smentito al colonnello la possibilità che l’Italia abbia fornito armi o razzi ai manifestanti a Bengasi.

La situazione in tempo reale

L’Onu condanna le violenze
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità una dichiarazione in cui si “condannano le violenze” degli ultimi giorni in Libia e si “deplora la repressione” avviata dal governo di Muammar Gheddafi.

Navi dovevano cannoneggiare Bengasi
Due navi militari libiche avevano ricevuto l’ordine di “bombardare Bengasi dal mare” ma hanno disertato e si trovano ora al largo di Malta. Lo hanno riferito fonti militari maltesi citate dall’emittente araba Al Jazeera. Una delle navi ha 200 marinai a bordo. Mentre sulla seconda nave i marinai sono stati visti gettare armi in mare.

Berlusconi a Gheddafi: “No razzi a ribelli”
Il premier Silvio Berlusconi ha smentito seccamente al leader libico Gheddafi la possibilità che l’Italia abbia fornito armi o razzi ai manifestanti a Bengasi. Secondo quanto si apprende, nel corso della telefonata, durata una ventina di minuti e avvenuta dopo le dichiarazioni di Gheddafi, Berlusconi ha parlato con il leader libico della situazione in Libia, ribadendo la necessità di una soluzione pacifica all’insegna della moderazione per scongiurare il rischio di degenerazione in una guerra civile.

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