Gheddafi pronto a lasciare in cambio di un salvacondotto

 leader libico Muammar Gheddafi ha offerto agli insorti una sua eventuale uscita di scena in cambio di garanzie sull’incolumità sua e dei suoi familiari e sul proprio patrimonio, e chiedendo assicurazioni che non sarà portato davanti a un tribunale. La notizia è stata riportata dal quotidiano saudita pubblicato a Londra Asharq al Awsat, citando fonti vicine agli insorti, e dalla tv satellitare Al Jazeera citando fonti non precisate riferendo in serata che i ribelli hanno respinto la proposta.

La conferma del consiglio nazionale libico
La televisione di stato ha smentito, com’era prevedibile, ogni voce di trattativa ma Mustafa Gheriani, uno dei portavoce del Consiglio nazionale libico, ha confermato di aver «ricevuto un contatto da un rappresentante di Gheddafi per una trattativa» sulla sua uscita di scena, offerta che è stata rifiutata.

Apertura al dialogo dell’ex primo ministro
Ieri è comparso alla tv di Stato libica Jadallah Azouz al Talhi, un ex primo ministro, rivolgendo un appello ai rivoltosi in cui chiedeva di «dare una possibilità al dialogo nazionale come soluzione per risolvere la crisi, per fermare lo spargimento di sangue ed evitare che gli stranieri vengano a prendersi il nostro Paese un’altra volta».

È stato il primo gesto di «apertura» del genere, e il fatto che Talhi abbia parlato in televisione indica che il suo intervento aveva ricevuto l’ok del governo. Proprio Talhi, che è originario dell’est della Libia, secondo Al Jazeera è stato inviato da Gheddafi a portare al Consiglio nazionale a interim costituitosi a Bengasi l’offerta del colonnello: convocare una sessione del Congresso generale del Popolo (il Parlamento libico) in cui annunciare il trasferimento di potere.

Nato pronta all’intervento militare
Intanto resta teso il fronte diplomatico. Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno intensificato le pressioni per cercare di scongiurare lo spettro di una lunga guerra civile. La Nato non ha escluso un intervento militare su mandato Onu o in accordo con la Lega Araba e l’unione Africana. Intanto, Francia e Gran Bretagna hanno premuto per preparare una bozza di risoluzione da presentare «entro breve tempo» in Consiglio di Sicurezza, con l’obiettivo di creare una no-fly zone sul paese Nordafricano.

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